Better Man è un biopic esplosivo

Vista la mia repulsione verso The Greatest Showman, che ritengo essere il monte olimpo dei musical retorici, leziosi e insopportabili, non poteva che essere uno shock ritrovarmi davanti uno dei biopic musicali più energici, onesti e creativi che il panorama mainstream abbia proposto negli ultimi anni, firmato dallo stesso regista, Michael Gracey. A guidare la sua splendida ed esplosiva mano c'è uno splendido ed esplosivo Robbie Williams, qui trasfigurato digitalmente in una scimmia, che mette a nudo le gioie ed i dolori di una carriera stratosferica. Il cattivo ragazzo dei Take That prima e una delle più grandi e controverse pop star britanniche poi, come non lo avete mai visto prima: consapevole. Consapevole della violenza perpetrata nei confronti di se stesso, consapevole della follia intrinseca del gettare un quindicenne in pasto ai lupi dello show business e consapevole delle reazioni a catena che hanno portato al disgregarsi e reintegrarsi di tutte le sue relazioni. Certo, lo scheletro narrativo rimane molto classico e la struttura "rise and fall" è stabile e collaudata, ma la presentazione digitale, sequenze oniriche e visionarie totalmente inaspettate e numeri musicali dalle coreografie impossibili rendono la visione e l'esperienza qualcosa di unico.
Recensione a cura della redazione di CINEMA IS NOT DEAD! (Alessandro Della Porta)