Approfondimenti

Martin Eden è uno di quei personaggi che non appartengono a un'epoca sola. Marinaio, autodidatta, aspirante scrittore: quando Jack London lo pubblicò nel 1909, lo pensava come una freccia scagliata contro il culto dell'individuo eccezionale, una critica feroce a quella stessa mitologia nietzschiana che stava conquistando l'America. Eppure il...

Dieci anni. Circa diecimila film prodotti. Una poderosa rivoluzione ideologica che ha travolto come un fiume in piena l'industria cinematografica, rendendo quel terreno non solo fertile, ma ricco di potenzialità inedite che si sarebbero realizzate in un meraviglioso futuro.

Viviamo nell'epoca in cui immaginare la fine del mondo è diventato più facile che immaginare la fine del controllo sulle immagini. Il cinema italiano del primo Novecento non è un capitolo chiuso della storia culturale, è uno specchio che il presente si rifiuta ostinatamente di guardare, perché in quello specchio riconoscerebbe troppo di se stesso....

Nel panorama cinematografico contemporaneo, poche opere dialogano tra loro con la stessa intensità speculare di Lost in Translation (Sofia Coppola, 2003) e Her (Spike Jonze, 2013). Sebbene separati da un decennio, i due film configurano un dittico involontario ma innegabile, un botta e risposta intertestuale che sublima la rottura coniugale tra i...

"Die My Love" parte con un presupposto brutale e spigoloso: non cerca di piacere né di consolare, ma entra a piedi uniti nel territorio dove la maternità smette di essere un racconto edificante e diventa un campo minato, e lo fa con una chiarezza ed una schiettezza che scottano. Il punto non è come una madre si comporta quando subentra...

Se davvero credi che il cinema americano sia morto, guarda One Battle After Another (Una battaglia dopo l'altra) e prova a respirare. Paul Thomas Anderson è tornato per ricordarci che il cinema non è conforto, è autopsia. E l'America, sotto il bisturi, sanguina ancora. La sala era piena, ma sembrava una veglia funebre. Tutti immobili, come se...

Avevo otto anni quando la testa dell'assassino di Profondo rosso venne mozzata da un ascensore. Fu lì che capii che la realtà non sarebbe mai stata così bella. Era la prima volta in cui scoprivo che il cinema poteva lasciare ferite vere, convalescenze lunghe, danni collaterali. Per mesi — forse anni — nei miei sogni sfilavano le...