Bettlejuice Bettlejuice: l' di Tim Burton

18.09.2024

La fossa è stata scossa senza dubbio alcuno. Sapete cos'è più bello di un regista visionario in forma costante? Un regista visionario che per 15 anni si era impantanato nel suo stesso stile e nella sua stessa editoria diventando un'anemica parodia di che ritrova il suo quid, il suo fuoco sacro tramite nuove muse (Monica Bellucci e Jenna Ortega) che riallacciano i fili dell'ispirazione con quelle vecchie (Michael Keaton e Winona Ryder). Beetlejuice Beetlejuice sta a Burton come  sta a Fellini, un film che non esiste in partenza ma che prende forma scena dopo scena, ove il regista, in questo caso dai molteplici volti, vaga in cerca di una risoluzione, di un'elaborazione conclusiva e soddisfacente che arriva sempre ma non arriva mai, eppure non può fare a meno di creare: creare mondi, personaggi, dimensioni, pupazzi e liquidi disgustosi. Tim Burton si può permettere pure di giocarsi il jolly "Willem Dafoe macchietta" rendendolo un mattatore. Uno dei più graditi ritorni artistici degli ultimi anni, una favola nerissima sulla morte e sui fardelli familiari che non smette di intrattenere dal primo all'ultimo minuto, un film di serie B da 100 milioni di dollari, la perfetta anomalia. Tim, mi sei mancato tanto.

Recensione a cura della redazione di CINEMA IS NOT DEAD! (Alessandro Della Porta)

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