Ferite che non guariscono: Bring Her Back dei Fratelli Philippou

A fare davvero paura è ciò che avevamo prima e poi ad un tratto non abbiamo più. Ce lo dicevano, i fratelli Philippou, già con "Talk To Me", con quell'immediata brillantezza della mano tesa che crea un contatto con qualcun altro con cui parlare, qualcos'altro da cui dipendere. Nel loro film della conferma, secondo lungometraggio, "Bring Her Back", riescono non solo a confermare tutto ciò che funzionava nello stile e nel racconto, ma anche a continuare una linea tematica senza ripetersi. Dove Talk To Me era una manifestazione orrorifica dei disagi e delle insicurezze tardi adolescenziali, raccontati tramite la grammatica di un teen drama con risvolti terrificanti, Bring Her Back è una favola nera, suburbana dí ambientazione, profondamente moderna nell'approccio alla materia horror e alla gestione di personaggi archetipici: una sorella e un fratello, una madre adottiva ed uno strano bambino, elementi più che conosciuti in questo genere di storie, che agiscono ed interagiscono tra loro rompendo a più riprese convenzioni e stilemi. Brillano in particolar modo l'esordiente Sora Wong, autentica nella vivace dolcezza come nella pragmatica risolutezza della sua protagonista, il piccolo Jonah Wren Phillips che fa più paura lui con i suoi sguardi fissi e le sue movenze animalesche di tanti altri demoni e mostri, e la vera mattatrice, Sally Hawkins, che come tutte le grandi dive che si cimentano nel cinema horror, si butta con coraggio e dignità in un ruolo solo apparentemente stantio e macchiettistico, che in realtà rivela tutte le dolorose sfumature di una persona che non riesce a colmare un vuoto, che non vuole far guarire le sue cicatrici. Di questo parla Bring Her Back, di ferite mai rimarginate, di vuoti incolmabili e di patti Faustiani che potrebbero effettivamente darti quello che vuoi se sei disposto a pagare il folle prezzo. Un' opera seconda matura e ragionata, meno sgargiante, più dolorosa ma anche più toccante. E pensare che questi su YouTube giocavano con i petardi.
Recensione a cura della redazione di CINEMA IS NOT DEAD! (Alessandro Della Porta)