Il Cinema Centrale di Udine è salvo: raggiunto l'accordo tra le parti

06.09.2023

Il Cinema Centrale, che è l'unico cinema storico del centro di Udine, non chiuderà. Dopo mesi di trattative è stato raggiunto l'accordo tra le parti: la società proprietaria dell'immobile (IUSA) e il CEC (Centro Espressioni Cinematografiche). L'accordo è stato accolto con felicità dal sindaco Alberto Felice De Toni: "Non era possibile pensare a un'offerta cinematografica cittadina ridotta al solo Visionario. Udine serve un territorio vasto e i cinema fanno parte della storia della città. Non arretreremo su questo tema: i cittadini devono potersi confrontare con le città del Triveneto per trovare lo stesso tipo di servizio. Udine era la città dei cinema, basti pensare che a fine '800, quando il cinema si era appena diffuso, c'erano ben 8 sale. La storia è passata di qui e non vogliamo dimenticarlo."

Il commento dell'assessore alla Cultura FVG Federico Pirone: "Come amministrazione siamo in ottimi rapporti sia con IUSA, con il CEC, l'AGIS e la Regione e abbiamo cercato di mediare per trovare un accordo, con l'obiettivo di garantire un fondamentale presidio di cultura per la città e per l'intero Friuli. La prospettiva reale era che il cinema dal 7 settembre rimanesse chiuso. Grazie alla disponibilità di tutti siamo riusciti a prolungare il contratto, che come il precedente vale per due anni, rinnovabili. Adesso il nostro obiettivo è quello di costruire nel medio lungo periodo un progetto che possa dare una risposta definitiva a una città che dal punto di vista culturale vuole essere in linea con le città europee. Pensiamo a un'operazione simile a quella realizzata dalla Regione per il Kinemax di Gorizia e siamo convinti che la Regione darà ascolto al capoluogo del Friuli."

Il nuovo accordo tra IUSA e CEC non porta niente di nuovo dal punto di vista contrattuale: si tratta sempre di un contratto biennale (con possibilità di rinnovo), l'unica novità (molto importante) è rappresentata dal diritto di prelazione da parte del Comune in caso di cambio proprietà dell'immobile, ovvero il Comune sarà il primo ente interessato nella trattativa. Le parole del coordinatore generale del CEC (Thomas Bertacchi), confermano il successo dell'operazione: "La città di Udine con la sua cerchia urbana non può pensare di rinunciare al cinema Centrale e restringere la sua offerta cinematografica alle 426 poltrone del Visionario. Udine, città di cinema, sceglie di salvare l'ultimo dei suoi cinema storici. E che questo sia solo l'inizio di un processo di ristrutturazione e innovazione per fare del cinema Centrale un altro gioiello. Grazie a tutti quelli che hanno lavorato per poterlo tenere apert0." Le sale del Cinema Centrale saranno riutilizzabili da inizio ottobre, giusto in tempo per i titoli della nuova stagione cinematografica.

Infine il commento di Franco Oss Noser, responsabile Triveneto dell'AGIS: "La proprietà ha deciso difar proseguire il contratto, garantendoci un futuro. È un grande successo, frutto dell'opera dell'amministrazione comunale e dell'AGIS, che congiuntamente hanno fatto pressioni e proposte alla società immobiliare proprietaria del palazzo tenendo sempre informata la Regione. L'obiettivo finale è che il Cinema Centrale diventi patrimonio della città non a tempo determinato. La proposta cinematografica alla città viene così salvaguardata: data la differenziazione che caratterizza le sale, Visionario e Centrale si integrano e si arricchiscono a vicenda, offrendo una proposta significativa a tutto il territorio friulano."

Il Cinema Centrale di Udine è salvo, e non è solo una buona notizia per il Friuli-Venezia Giulia ma in generale per tutta l'industria cinematografica italiana. Ha vinto il cinema.

News a cura della redazione di CINEMA IS NOT DEAD! (Alice Andrian, Gianluca Ceccato)

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