Confidenza: pedagogia dell'affetto e della paura

13.09.2024

Pedagogia dell'affetto e della paura. Daniele Luchetti firma il suo film più ambizioso: Confidenza, tratto dal romanzo omonimo scritto da Domenico Starnone. Dopo Lacci Luchetti ritrova Starnone, e costruisce l'ennesimo puzzle basato su segreti, tradimenti, ambizioni, intimità, sfera pubblica e privata. Se i temi di Confidenza sono quelli dell'intera filmografia del regista italiano, la forma cambia drasticamente segnando (forse) l'inizio di una nuova carriera. Confidenza, aiutato dalla colonna sonora di Thom Yorke (Radiohead, The Smile), instaura un dialogo continuo tra generi cinematografici: dalla commedia al dramma, dal dramma al thriller psicologico figlio di maestri recenti come Brad Anderson (L'uomo senza sonno), senza scomodare mostri sacri come Alfred Hitchcock e Roman Polanski. Amore-Paura. L'amore tra Pietro e Teresa (professore e studentessa), un segreto inconfessabile che per Pietro deve tassativamente rimanere nella sfera privata. La paura che tramuta una confidenza sussurrata (lo spettatore non può ascoltare) in una ragione di vita, una persecuzione/maledizione pubblica che porta Pietro a vagare in un mondo popolato dai fantasmi. Tra geometrie sentimentali e urla silenziate, rappresentazione e glossario familiare: il tradimento come occasione per ricercare la propria identità, persa e frammentata all'interno del segreto indicibile di un piccolo uomo borghese.

Recensione a cura della redazione di CINEMA IS NOT DEAD! (Gianluca Ceccato)

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