Deadpool & Wolverine: il viaggio dell'eroe

14.08.2024

Un rumoroso amplesso tra prosopopea e parodia, epicità e irriverenza, pathos e bathos: molto banalmente, tra Deadpool e Wolverine. Questo propone, almeno nel suo primo strato, il blockbuster estivo firmato da Shawn Levy, Kevin Feige, tutto l'entourage MCU e naturalmente Ryan Reynolds. 

Un caotico esperimento dove si integra barbaramente un linguaggio volgare e decostruttivo all'interno di un vocabolario rodato e dalla semantica ben definita, tra alti e bassi. Il risultato è una reazione chimica esplosiva, dove parole e azioni si confondono in un'orgia dove tutti possono godere, da chi ama i fumetti a chi li ritiene ridicoli, da chi è stufo del MCU a chi non ha mai smesso di amarlo. 

In tutto questo ramificarsi di casini e magheggi per imbonire un pubblico che mai sa quel che vuole, il film si gioca la carta più inaspettata e più ovvia, un jolly che si ritrovano già nella prima mano: il viaggio dell'eroe. Si, la scoperta dell'acqua calda, la base di 30 anni di cinecomics, diventa l'inaspettato e sincero asso nella manica del racconto di due figure così estreme.

L'ironia nel vedere il primo film "senza limiti e restrizioni" di questo universo trattare il tema dell'eroismo più profondo è come scoprire un gusto nuovo, un sapore nato da una bizzarra mescolanza ma che unisce il meglio di tutti i suoi fattori. 

Deadpool e Wolverine sono due eroi (per citare un carissimo amico) votati al principio dell'impersonalità, imparano a ignorare il frutto del loro egoico desiderio di "contare qualcosa" e a servire quegli ideali più grandi di loro stessi perché altri ne hanno bisogno. 

Se aggiungiamo il fatto che questo climax eroico viene raggiunto sotto uno degli accompagnamenti musicali più azzeccati che si siano mai visti in un film, la pornografia nerd si trasforma in una vera e propria sinfonia.

Recensione a cura della redazione di CINEMA IS NOT DEAD! (Alessandro Della Porta)

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