Intervista #4: Giorgio Cantoni, InCuintriLûs 2026

31.08.2026

Oltre 40 milioni di persone in Europa parlano una lingua minoritaria, e molte di queste rischiano di scomparire nel corso di questo secolo. È da questa consapevolezza che nasce InCuintriLûs 2026, progetto dell'Associazione Culturale Maiè, la prima rassegna interamente dedicata alle produzioni audiovisive in lingua friulana, un progetto che ambisce a colmare un vuoto rimasto aperto dopo la scomparsa di iniziative storiche come il "Premi Friûl" e la "Mostre dal Cine furlan".

Non un semplice festival, ma un percorso modulare che intreccia promozione culturale, formazione, didattica nelle scuole e ricambio generazionale: dal grande schermo del Visionario di Udine alle proiezioni diffuse nei Comuni del territorio, fino ai laboratori pensati per i più giovani con il progetto ICL Frûts.

Gianluca Ceccato ha parlato di questo con Giorgio Cantoni, direttore artistico di InCuintriLûs e di Lenghe Vive, autore televisivo, regista di documentari e promotore culturale con una lunga esperienza tra Rai FVG, Telefriuli, il Centro Espressioni Cinematografiche e il CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia. Con lui abbiamo ripercorso l'idea alla base della rassegna, il significato del titolo che dà il nome al progetto, i criteri di selezione delle opere in programma e lo sguardo sul futuro di un panorama audiovisivo friulano in piena trasformazione.

Giorgio Cantoni
Giorgio Cantoni

Com'è nata l'idea di InCuintriLûs 2026 e qual è la sfida principale nel curare una rassegna interamente dedicata alle produzioni audiovisive in lingua friulana?

Partiamo da dei dati di fatto: oltre 40 milioni di persone in Europa, parlano una lingua minoritaria, e molte di queste lingue rischiano di scomparire in questo secolo. Le minoranze linguistiche in Europa e in Italia rappresentano un patrimonio culturale inestimabile, e la lingua friulana è una fra le più importanti. Questa realtà dovrebbe spingere le istituzioni e i rappresentanti intellettuali e culturali a esplorare nuovi approcci per preservare e promuovere le lingue e culture delle minoranze, attraverso strumenti moderni e accessibili. I media audiovisivi in particolare, offrono opportunità senza precedenti per rivitalizzare lo scenario linguistico nel contesto contemporaneo, per connetterlo con le nuove generazioni. Al momento, però, in Friuli non esiste un festival o una vetrina per la valorizzazione delle produzione audiovisive in lingua friulana. 

Con la scomparsa del "Premi Friûl" e della "Mostre dal Cine furlan" nella prima decade del nuovo secolo, si sono fatte rare le occasioni di proiezioni pubbliche di opere audiovisive in friulano, che paradossalmente, sono notevolmente aumentate in quantità e in qualità, elevandosi in molti casi, dal dilettantismo amatoriale degli inizi a una solida produzione di livello internazionale. L'idea della rassegna nasce dalla necessità di valorizzare e dare rappresentanza agli autori e protagonisti della nostra produzione audiovisiva: InCuintriLûs 2026 non è semplicemente un festival estemporaneo, ma un progetto modulare che mette insieme promozione culturale, formazione sul campo, didattica e l'incentivo per un ricambio generazionale. 

La vera sfida? Smettere una volta per tutte di trattare la lingua e la cultura friulana, compreso il suo bagaglio di retorica, paternalismo e sentimentalismo, come un reperto polveroso del museo contadino, o come suppellettile da utilizzare per captare la benevolenza popolare, in chiave satirica di basso livello da parte dei molti profili social, o in alcuni casi, come risorsa identitaria da parte dei rappresentanti delle istituzioni. Vogliamo dare visibilità e spazio a documentari, serie televisive, video arte, che sono espressione di un linguaggio visivo contemporaneo, descrittivo della società e del contesto reale, restituito in prodotti originali e autentici, che gli stessi friulani non conoscono, vista la scarsa circolazione delle opere.

Recentemente le istituzioni hanno voluto costituire il Teatri Stabil Furlan, con finanziamenti e mezzi adeguati, cosa buona e giusta, non esiste nessun tentativo equivalente per l'altrettanto importante settore della cultura audiovisiva. Non c'è una mediateca, cineteca o piattaforma web con una raccolta sistematica e catalogazione dedicata alle produzioni friulane. Cerchiamo, nel nostro caso, di sopperire a questa mancanza, progettando nel tempo un sistema che vada in questa direzione.

Il titolo InCuintriLûs evoca suggestioni visive e concettuali forti. Cosa rappresenta nel raccontare il territorio e la cultura friulana oggi?

È una parola simbolo tra identità e visione contemporanea: InCuintriLûs (in-contro-luce) fa parte del linguaggio cinematografico, ma è composta anche dal concetto di incontro: tra i contenuti dei video, e il mondo che rappresentano, e gli spettatori, che fanno parte dello stesso contesto, che qui si rispecchiano. Vedersi rappresentati e riconosciuti nelle storie, nei soggetti e nelle situazioni raccontate nei documentari e nelle puntate delle serie televisive, propone spunti e idee su chi siamo e dove siamo, offre una visione in controluce, più nitida, a volte inedita, del Friuli di oggi. In un mercato dei media saturo di prodotti esteticamente impeccabili, ma tremendamente omologati, la nostra lingua diventa un mezzo espressivo naturale e congeniale, la "firma narrativa" che crea un salto di qualità nella comunicazione comunitaria. Contestualizzarla e trasformala attraverso l'immaginario della cultura contemporanea, è una leva reale di sviluppo del nostro patrimonio intellettuale.

La rassegna spazia da classici del cinema friulano a documentari contemporanei e persino animazione. Con quali criteri sono state selezionate le opere in programma?

Abbiamo progettato la rassegna come una mappa a più strati, per intercettare pubblici differenti con linguaggi specifici: sul grande schermo al Visionario di Udine proponiamo la vetrina autunnale, con il meglio della produzione regionale, per evidenziare la qualità e l'originalità delle proposte dell'anno in corso. Con le proiezioni diffuse sul territorio cerchiamo di creare una distribuzione, in collaborazione con associazioni, Comuni, e Pro loco delle produzioni video incentrate su contenuti di interesse comunitario, naturalistico, storico, magari inerenti al contesto locale. Per questo, è in via di sviluppo la creazione di un catalogo delle produzioni audiovisive in lingua friulana, che faccia da riferimento per chiunque voglia arricchire la proposta culturale per la propria comunità, offrendo un'ampia scelta di video, film, documentari, puntate di serie televisive. In ogni appuntamento, c'è la possibilità di intervento dei protagonisti, registi, autori, che possono dialogare e approfondire con il pubblico le varie tematiche di interesse comune.

Spesso le lingue minoritarie rischiano di essere associate solo alla memoria o alla tradizione. In che modo il linguaggio cinematografico riesce a proiettare la marilenghe nel presente e verso il futuro?

Il cinema e la produzione audiovisiva contemporanea, hanno il potere magico di rendere immediato e universale potenzialmente qualsiasi racconto. Se continuiamo a proporre il friulano come un "dovere culturale" relegato alle istituzioni, abbiamo già perso in partenza. Se invece lo mettiamo in mano agli artisti, nel nostro caso autori e registi, che approfondiscono e si immergono nei vari argomenti, possiamo spaziare nei racconti di chi vive o ha vissuto il territorio e sulle relazioni umane. Il friulano diventa uno strumento di totale libertà espressiva, un fattore di differenziazione e originalità. Cortometraggi, documentari, serie televisive e sperimentazioni multimediali dimostrano che la lingua non è memoria passiva, ma un incredibile motore di innovazione.

Nei documentari proiettati emergono temi molto diversi: dall'identità alpina alla emigrazione friulana nel mondo, fino al concetto di confine. Quanto è importante mostrare in questo grande archivio le molteplici sfaccettature dell'identità friulana?

È fondamentale, perché l'identità non è un monolite immutabile! Vorremmo portare avanti nel tempo un progetto di mappatura di registi e case di produzione, a partire dagli ultimi 25 anni, realizzando una raccolta delle opere con schede critiche e video- interviste. Vorremmo potessero confluire in un portale dedicato e in una serie di pubblicazioni, dedicate anche a chi vorrà in futuro consultare la visione della società presente attraverso le opere degli autori friulani. Parlare di società contemporanea, o di vicende storiche passate o recenti, di emigrazione e confini, serve a ricordare che il Friuli è sempre stato un crocevia connesso al mondo.

Qual è stato il riscontro del pubblico durante gli incontri in sala e nei dibattiti con autori e registi? C'è qualche reazione o aneddoto che ti ha particolarmente colpito?

La soddisfazione più grande è vedere l'effetto sorpresa negli occhi degli spettatori più sensibili e attenti, quando si rendono conto che i video in lingua friulana hanno un respiro, una tecnica e uno spessore produttivo paragonabili alle produzioni internazionali. Sia al Visionario che nelle proiezioni estive all'aperto che nelle sale comunali, si percepisce che il pubblico non si vede più come semplice spettatore passivo, ma si sente parte attiva, si riconosce in un'appartenenza comunitaria reale.

Coinvolgere i più giovani è una delle sfide centrali per la salvaguardia linguistica. Come risponde il pubblico giovane al progetto e a una programmazione che unisce audiovisivo e lingua friulana?

Il progetto prevede, anche se in questa fase a livello sperimentale, degli interventi nelle scuole della formazione primaria, intitolato ICL Frûts. Dato che esiste una significativa disponibilità di prodotti di animazione per il pubblico dei bambini, l'azione che proponiamo è molto semplice: sulla scorta dei progetti educativi già attivi nei programmi didattici delle comunità linguistiche storiche europee, partiamo dall'idea che in un contesto multilingue complesso, come quello delle scuole primarie, la lingua locale può trasformarsi da potenziale barriera a straordinario catalizzatore di coesione sociale. Far divertire i più piccoli con il friulano, inteso come lingua inclusiva e inedita, può trasformarla da "lingua degli autoctoni" a "lingua di accoglienza". Una piccola ma importante chiave d'accesso, affettiva e relazionale, per favorire l'ambientamento nella nuova comunità. Per avviare la sperimentazione, abbiamo coinvolto gli esperti della Società Filologica Friulana del progetto Docuscuele, e del Centro Espressioni Cinematografiche, che da anni lavorano in questi ambiti. In un'altra azione del progetto, abbiamo lanciato un invito, rivolto a persone creative al di sotto dei 35 anni, per la presentazione di proposte per soggetti e sceneggiature di cortometraggi che sappiano interpretare il contesto friulano in un linguaggio cinematografico contemporaneo, In collaborazione con la casa di produzione audiovisivi Incipit Film di Udine, verranno selezionati 3 autori e autrici che seguiranno gratuitamente un corso di incubazione e sviluppo produttivo di alto valore professionale.

Tra produzioni indipendenti, cortometraggi e contenuti digitali, come vedi lo stato di salute dell'industria o del panorama audiovisivo in Friuli?

A parte i rarissimi casi di produzione cinematografica di livello professionale, nel secolo scorso eravamo nell'ambito di competenze amatoriali. A partire dal nuovo millennio, principalmente grazie al supporto del Fondo regionale audiovisivi e della Film Commission, si è sviluppata una discreta realtà di professionisti e imprenditori di settore che, con i loro documentari, hanno raggiunto qualifiche e riconoscimenti in festival di prestigio, o la distribuzione di prodotti locali in reti nazionali. La svolta vera potrebbe rivelarsi soltanto con un'opera cinematografica a firma di un autore o autrice friulana, che sappia parlare a un pubblico vasto attraverso una prospettiva unica e non replicabile, e qualche tentativo è stato fatto. Il nostro punto di forza strategico: l'autenticità e originalità culturale della nostra lingua e territorio, interpretata come un codice cinematografico universale. Una bella proposta potrebbe essere, a seguito a tutte le messe in scena teatrali, la trasposizione cinematografica dai "Turcs in Friûl" di Pasolini, in una versione drammaturgia potente, apocalittica e visionaria.

Quali sono le prossime tappe del progetto e i desideri per le future edizioni di InCuintri Lûs? C'è un progetto o un autore che ti piacerebbe portare nelle prossime edizioni?

Di seguito alle proiezioni estive, al Circolo Nuovi Orizzonti e al Giardino Loris Fortuna di Udine, gli appuntamenti di ICL26 riprendono in autunno con ICLfruts, nelle classi della scuola IV Novembre e nella mattinata dedicata ai cartoni animati in friulano il 2 Ottobre al Visionario di Udine. In collaborazione con Bar Sport Aps dedicheremo il 18 Settembre una serata alle attività dei ragazzi e operatori della comunità psichiatrica presso l'azienda agricola Maggiori di Colloredo di Montalbano, con la proiezione di una puntata di "NatureVive" registrata sul posto. Per la diffusione dei video sul territorio abbiamo corso una collaborazione con il progetto "Cultura Nuova" in Settembre e Ottobre nei Comuni di Martignacco, Pasian di Prato, Pagnacco e Campoformido, con la proiezione di opere di autori in lingua friulana come Marco D'Agostini, Claudio Cescutti, Stefano Giacomuzzi, Dorino Minigutti, David Nicoloso e il sottoscritto. Il gran finale di InCuintriLûs sarà la vetrina delle novità e le migliori produzioni audiovisive del 2026, che si terrà al Visionario di Udine a cavallo fra Novembre e Dicembre.

Intervista a cura della redazione di CINEMA IS NOT DEAD! (Gianluca Ceccato)

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