Manodopera, vietato ai cani e agli italiani

16.10.2023

Manodopera/ma·no·dò·pe·ra/sostantivo femminile 1. Il complesso delle persone che prestano lavoro subordinato in uno o più settori di attività produttiva. 2. Il fattore lavoro nel processo produttivo, in quanto aggiunto al costo del materiale utilizzato nella determinazione del valore del prodotto.

Manodopera (2022), diretto da Alain Ughetto, è un film d'animazione importante per quello che narra: la riappropriazione di un passato (fatto di emigrazioni e morte) per mettere a fuoco in maniera netta il presente. Il presente è quello di Alain Ughetto, il regista, e del suo contatto con le radici familiari, radici forgiate dal duro lavoro e dalla morte. Viene narrata la storia della sua famiglia (gli Ughetto), in un viaggio che parte dal Piemonte e finisce in Francia alla ricerca di fortuna nel primo '900, in mezzo due guerre mondiali, fotografie in bianco e nero e tragedie.

Un dialogo (immaginario) tra nipote (Alain Ughetto) e nonna (Cesira), che ricostruisce (in mezzo a plastilina, giocattoli, legno e cartone) il rapporto tra due generazioni diverse. La generazione di Alain Ughetto vede la manodopera come una delle tante possibilità, invece quella di Cesira come unica possibilità di mettere in tavola qualcosa da mangiare: per gli emigrati italiani sottostare a questa parola significava ammettere di essere soltanto forza lavoro, meccanismi facilmente sostituibili dell'industria.

In 70 minuti circa Manodopera presenta un mondo in stop-motion vivissimo, con un lavoro molto interessante tra reale e irreale: le mani vere del regista intervengono spesso nella scenografia e nella sceneggiatura restituendo un effetto tangibile, di vera ricerca storica, un viaggio fisico oltre che intellettuale. 

La memoria collettiva come atto propiziatorio del proprio essere, sempre in contatto con le motivazioni che hanno portato una famiglia a vivere una certa vita. Una pellicola dagli intenti antichi, che non esclude il reale ma anzi lo pone come contraltare a sprazzi non convenzionali e meta cinematografici: la figura del regista come parte attiva della narrazione.

Manodopera ritrae con affetto ma molta lucidità la storia di tanti, con molte connessioni con il presente, e si colloca tra i film più interessanti dell'anno, capace di stupire, animato da un'inventiva vibrante e accompagnato magnificamente dalle musiche di Nicola Piovani.

"Interdit aux chiens et aux italiens" ovvero "vietato ai cani e agli italiani" si leggeva in Francia, all'interno dei locali pubblici di inizio '900, un avviso che è anche il titolo originale del film, forse molto piu d'effetto di Manodopera, ma comunque intercambiabili. Gli italiani (e tanti altri) in Francia non erano altro che manodopera, appunto, ingranaggi stanchi che arrivavano con la neve delle Alpi.

Recensione a cura della redazione di CINEMA IS NOT DEAD! (Alice Andrian, Gianluca Ceccato)

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