Maria o la memoria della voce

La memoria di questo terzo fantasma femminile portato in scena da Larraìn è nella voce. Una voce di salvezza, di prestigio, di potenza e di paura. Nell'ultima settimana di vita, vediamo Maria Callas per quello che vuole essere, per quello che è stata sotto gli occhi di un mondo logoro e per quello che è lei per gli altri. Molte prospettive si intersecano in questo documentario di finzione e di verità riottenuta. Il lavoro vocale della Jolie supera anche il suo stesso recitato, sovrapponendo la sua Callas a quella vera finché il tributo diventa continuazione dello spirito dell'artista. Naturalmente, la vicenda è raccontata all'interno di un tracciato narrativo piuttosto standard, forse fin troppo tipico date le svariate peculiarità e piccole sperimentazioni che si concede, ma forse è grazie a questo fluire simultaneo di usale ed inusuale che "Maria" lascia un segno ben distinto.
Recensione a cura della redazione di CINEMA IS NOT DEAD! (Alessandro Della Porta)