Venezia 82 (Giornate degli Autori): Memory di Vladlena Sandu, ovvero come spezzare il cerchio dell'odio

29.08.2025

Ci sono film che non si guardano soltanto, ma si attraversano. Memory è uno di questi. Vladlena Sandu apre le Giornate degli Autori con un'opera che è insieme ferita e cura, intima confessione e racconto universale. La storia parte da Grozny, dalla guerra cecena, da un'infanzia violata dalla violenza e dal lutto. Memory non è mai solo un ritorno al dolore: è il tentativo di spezzare il cerchio dell'odio, di trasformare il trauma in gesto poetico, in immagine che resiste. La guerra, vista attraverso gli occhi di un bambino, diventa un prisma che riflette tutte le infanzie rubate del mondo. Ogni oggetto, ogni frammento di ricordo, diventa tessera di una memoria condivisa, fragile eppure indistruttibile. Tra gli echi di Pasolini, la visionarietà di Jodorowsky, la spiritualità di Tarkovskij, la libertà di Varda, c'è lo sguardo di Sandu, che si prende il rischio di fare del cinema un atto di sopravvivenza. Memory è un film che ti resta addosso, che non chiede di essere solo compreso, ma di essere sentito. Un'opera che fa del personale il politico, e del ricordo una forma di resistenza.

Recensione a cura della redazione di CINEMA IS NOT DEAD! (Gianluca Ceccato)

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