My First Film: il travaglio della creazione

My First Film, diretto da Zia Anger e co-prodotto da Mubi, è una pellicola sul travaglio della creazione e sulla presa di consapevolezza del corpo creatore (opera, vita). In questi giorni ho ragionato molto su Leos Carax e il nuovo cinema indipendente, in fatto d'immersione totale del regista nel contesto meta narrativo, basti pensare a pellicole come Annette o l'ultimo C'est pas moi. Zia Anger amplia l'inizio e il finale di Annette dove il regista/creatore incontra lo spazio filmico: un backstage interno alla pellicola che crea un cortocircuito tra fantasia e reale. Il critico cinematografico francese André Bazin afferma che il cinema del reale per quanto reale resta comunque circoscritto nel campo della finzione, Zia Anger risponde con un'opera che nasce come documento autobiografico, l'attestazione del fallimento della creazione e rinascita dell'idea e del creatore. Con My First Film non ci troviamo dalle parti metaforiche del regista/architetto/creatore dei nuovi The Brutalist, Megalopolis, ma appunto del regista/creatore che vive all'interno dell'opera cinematografica come Leos Carax in Annette e Dean Fleischer Camp in Marcel the Shell with the Shoes On.
Sinossi di My First Film:
"Una giovane regista racconta la storia della lotta per realizzare il suo primo lungometraggio. Realtà e finzione confluiscono nello stesso calderone in cui passato, presente e futuro convergono per creare un mito moderno che ridefinisce l'atto stesso della creazione."
Lo spazio bianco di un foglio mette in difficoltà ma può essere riempito una volta trovata la frase giusta, la realtà è qui e ora e io posso cambiarla. Così Zia Anger gioca con la trasposizione della sua vita, facendo morire nello spazio bianco e nel film interno al film un genitore: il genere drammatico presuppone la nascita di un evento che faccia da apripista al dramma, il solco definitivo sul personaggio e la storia narrata. My First Film diviene il racconto di una vita e della delusione che può comportare l'atto creativo, l'ideazione, il primo lungometraggio che viene rifiutato da ogni festival e dal creatore stesso. "Succede a molte persone, è solo che nessuno ne parla." è la frase che compare più spesso all'interno della pellicola, è veramente così. Zia Anger ci permette di entrare in intimità con lei, vivendo le paure che ognuno di noi ha avuto nei confronti della sua composizione, sia questa un'opera artistica, una mail di lavoro o una nuova vita: il nostro corpo, la nostra creazione, la nostra scelta.
My First Film è disponibile in streaming su MUBI Italia.
Recensione a cura della redazione di CINEMA IS NOT DEAD! (Gianluca Ceccato)
