Noi, Normal People

15.06.2023

Normal People (2020) non ha bisogno di presentazioni, una serie TV già di culto che ha consacrato il talento di Paul Mescal e Daisy Edgar-Jones. È inutile rimarcare quanto l'avvento di Normal People sia stato importante, in termini di ricezione sia di pubblico che critica. Questo articolo non è un tentativo di analisi della serie TV, è piuttosto uno sforzo per cercare di instaurare una connessione con il mondo che ci circonda.

Ci siamo avvicinati a Normal People senza conoscere il romanzo di Sally Rooney da cui è tratta, in Italia uscito con il titolo Persone Normali, certo sapevamo della storia d'amore lunga quattro anni divisa tra il nostro corrispettivo di superiori e università, ma mai avremmo pensato di trovarci di fronte ad un'opera che è lo specchio della Generazione Y (1980-1996) e della Generazione Z (1997-2012).

I protagonisti di Normal People sono Connell (Paul Mescal) e Marianne (Daisy Edgar-Jones). Connell è un ragazzo sportivo e popolare, di estrazione proletaria, Marianne è una ragazza ricca e solitaria, proveniente da una famiglia dell'alta borghesia irlandese. I due ragazzi finiscono presto per innamorarsi e allo stesso tempo allontanarsi, per colpa di incomprensioni, ma restano legati nel tempo dal loro sentimento che li porterà ciclicamente a reincontrarsi, sia nella mente che nel corpo.

Noi siamo spettatori di questo tira e molla, siamo degli intrusi nella vita di Connell e Marianne, ed è questa la grande forza di Normal People, che trova nella regia di Lenny Abrahamson (Room) e Hettie Macdonald (Doctor Who) un'arma essenziale. La macchina da presa del duo Abrahamson/Macdonald si addentra nelle fessure più intime del rapporto di Connell e Marianne, mostrandoci momenti di tenerezza, amore, odio e litigi, in unico grande flusso, il flusso di una storia che va oltre la dimensione spaziale, abbracciando quella temporale.

Normal People sdogana e abbatte l'ideale di storia romantica senza punti oscuri, una serie TV pronta anche ad essere esplicita per far fede alla sua natura voyeuristica, imposta dalla regia (come scrivevamo in precedenza) e dalla scrittura della stessa Sally Rooney, aiutata da Alice Birch e Mark O'Rowe. La storia di Connell e Marianne fa da veicolo a tantissime vicende, che rendono interscambiabili le nostre esperienze: dalla violenza di genere al rapporto con il nostro corpo, i nostri sentimenti e quelli delle altre persone, nel mezzo le scelte di vita, di carriera, che potrebbero cambiare inesorabilmente il corso degli eventi.

In Normal People il corso degli eventi non è altro che la crescita di due persone che non possono stare lontane: Connell rivede in Marianne l'unica persona in grado di capirlo in tutte le sue sfaccettature e Marianne trova in Connell l'unica persona in grado di donarle ossigeno. Connell e Marianne costruiscono il loro rapporto tra parole, sguardi, mani che si sfiorano e si allontanano in una danza di corpi che passa dall'unione all'isolamento e viceversa. Il mondo di Normal People è il nostro, ed è un caos totale. Sotto ogni punto di vista. Consigliamo Normal People perché siamo sicuri che questa serie TV sia perfetta per crescere come esseri umani prima che spettatori, lasciando da parte ogni egocentrismo e dedicandoci all'altro, senza aspettarsi nulla in cambio.

"But love, love will tear us apart, again..."

Per Ian Curtis l'amore era una profezia: quando ami qualcuno l'amore ti può ridurre a brandelli, poiché lo sappiamo tutti, non è un sentimento facile da gestire. Normal People così come Love Will Tear us Apart è un taglio sempre aperto, un taglio che fa parte della nostra vita, anche se non lo vogliamo, questo taglio sempre aperto ci porta ad auto analizzarci "again and again..." mentre tutto torna al suo posto. L'amore costruisce e demolisce al tempo stesso, ma noi rimaniamo sempre in piedi, accanto a chi amiamo.

Recensione (Serie TV) a cura della redazione di CINEMA IS NOT DEAD! (Alice Andrian, Gianluca Ceccato)

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