Wicked: la sorpresa cinematografica del 2024

13.12.2024

Un uomo carismatico riesce a soggiogare una grande comunità tramite la manipolazione, la distorsione della realtà e la violenta propaganda, delimitando la libertà d'espressione di tutte minoranze con la violenza e convincendo il popolo, tramite il supporto di tutte le istituzioni, della minaccia sovversiva di una figura rivoltosa, una donna anch'ella emarginata socialmente, portatrice di verità effettive e di talenti insindacabili, silenziata dall' ignoranza prima e dalla barbarie autoritaria poi. Non è uno sci-fi distopico, non è nemmeno un documentario sull'America del Trump Bis, ma è l'adattamento cinematografico di uno dei musical più spumeggianti, magici e colorati che abbia mai graziato i palchi di Broadway, del West End e di tutto il mondo dal 2003 a oggi! A tutti gli effetti la sorpresa cinematografica del 2024, Wicked (Parte Uno) di Jon M. Chu spazza via ogni dubbio sull'importanza e sull'iconicità senza tempo del musical realizzato da Joe Mantello, Stephen Schwartz e Winnie Holzman, basato a sua volta dal primo di una serie di romanzi di Gregory Maguire che rielaborano in chiave postmoderna il classico di E.G. Baum, "Il Meraviglioso Mago di Oz", sovvertendo ruoli, prospettive e dinamiche date per assodate, stravolgendo il mosaico narrativo e tematico di un classico ormai secolare. Ogni perplessità sulla scelta di dividere l'opera cinematografica in due atti rilasciati a distanza di un anno (la parte due a Novembre '25) permette a quella che nello spettacolo è una parte introduttiva di diventare al cinema un'opera soddisfacente anche se incompleta: il mondo di Oz viene presentato come questo grottesco regno delle favole dove lo sporco è sempre pronto a uscire fuori dal tappeto e anche le deliziose canzoni che accompagnano i pachidermici 160 minuti della pellicola mostrano scenari più sinistri e meno zuccherosi di quanto le mirabolanti coreografie lascino intendere. Cuore e anima della vicenda sono indubbiamente Cynthia Erivo e Ariana Grande, le quali non solo deliziano anime ed orecchie con delle performance canore superlative che restituiscono brividi da palcoscenico, ma anche il dinamismo comico e tragico che contraddistingue la relazione tra le due protagoniste è messo in scena con disarmante maturità da parte di entrambe, che non danno mai per scontata l'eredità delle icone che vanno a portare sullo schermo, nè si adagiano sugli allori di una sceneggiatura pulita e quadrata, anzi arricchendola di sottigliezze e sfumature, per loro e per la storia tutta. Ad accompagnarle un cast di supporto pregevolissimo, dove a sorpresa spicca un Jonathan Bailey direttamente da Bridgerton, delizia per tutti i sensi e dal carisma che riesce a bucare anche il grande schermo. Non sarà perfetto, ma questo esplosivo crowd pleaser vi insegnerà a diffidare dai buoni, a compatire i malvagi, a distruggere gli idoli e a cantare così forte da ribaltare la gravità della vostra sala, lasciandovi famelici per la parte due.

Recensione a cura della redazione di CINEMA IS NOT DEAD! (Alessandro Della Porta)

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